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Esplorare la storia menfitana è comprendere come il tempo abbia forgiato una comunità e come questa a sua volta abbia creato il proprio tempo. Vincenzo Lotà e Rocco Riportella hanno voluto attraversare i secoli di un paese che da territorio disabitato, mappa su un atto di concessione, feudo da colonizzare e terra da coltivare, si è fatto comunità. Il tempo civile è opposizione alla disgregazione, scommessa sulla possibilità di costruire rapporti di tolleranza, fondati su valori più solidali, liberi e pacifici. Come? Ricercando nella storia quegli elementi che possono fare di una collettività un soggetto vivente e non solo un insieme di individui.

 

All’inizio del XVI secolo, un sogno cominciò a germogliare tra i boschi selvatici e le terre incolte del remoto feudo di Burgiomilluso, ai margini del fiume Belìce e del Carboj. Era l’anno 1517 quando don Giovan Vincenzo Tagliavia d’Aragona, illustrissimo barone di Castelvetrano, fissò lo sguardo oltre i solchi aridi delle sue terre e concepì l’idea di poter costruire in dicto feudo de lo Burcio … oppidum sive casale. Se questa è l’origine di Menfi – una pergamena –, la pluralità degli sguardi, dei gesti quotidiani, delle pratiche condivise nel corso dei secoli hanno trasformato quell’idea di città in una vera e propria comunità. Una comunità che è, innanzitutto, figlia del paesaggio. 

Menfi sorge su un altopiano ventilato, tra colline che scivolano verso il mare e fertili pianure disegnate dai fiumi. Il territorio che fa da sfondo traduce condizioni di vita e di lavoro, divenendo l’elemento cardine che ha modellato nei secoli i ritmi di questa città, il modo di abitare, persino il carattere delle donne e degli uomini che vi sono nati.

Dalla fondazione fino all’affrancamento dal regime feudale, dal fermento risorgimentale alla guerra, dall’innovazione tecnologica alla costruzione della modernità agricola e borghese, Menfi si è evoluta dentro le correnti più ampie della storia siciliana, interpretandole secondo una propria traiettoria. In questo senso, rileggere le parole per la città – canonici, funzionari, sindaci, viaggiatori, sociologi –, ripercorrere la sua storia e le sue storie, non è solo un esercizio filologico o storico, ma un atto di cittadinanza culturale. È dare profondità al presente. È riconoscere, in ogni frammento di memoria, il seme di un possibile domani.

Tempo civile. Storia e storie di Menfi

SKU: 9788894774337
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